13 giugno 2019

Quando parto per il Malawi la domanda più ricorrente che mi fanno è:”Quanti pozzi farai quest’anno?”. La risposta scontata sarebbe:”Ho raccolto X euro, ne farò Y”. Ma in realtà so che non è così perché se la sfiga si mette di mezzo tutti i piani possono saltare. E oggi è uno di quei giorni sfigati. Oggi avevamo in programma di scavarne uno e di stapparne un altro in disuso. Partiamo di prima mattina caricando tutto il materiale sui camion, direzione Kapasule II. Gli scavi cominciano e dopo soli 3 metri troviamo la roccia. Cambio della sonda e giù per 51 metri. L’intero villaggio è coperto da una nuvola bianca (la polvere di roccia frantumata) per ore ma di acqua neanche l’ombra. Ci dobbiamo fermare. Comincia il solito teatrino con i vari rabdomanti che dicono la loro e dopo un’ora finalmente si decide dove fare il secondo tentativo. In mezzo a un campo ricoperto di sterpaglie. Il modo più veloce per prepararlo allo scavo è quello di dargli fuoco… e ci mancava poco che prendesse fuoco l’intero villaggio! Una volta spento l’incendio rimettiamo in moto la trivella per estrarre i tubi da sottoterra e… SDENG!!! Si rompe un pezzo! Probabilmente le ore continue di scavo sulla roccia lo hanno indebolito e ha ceduto. Non si può continuare con la trivella in quelle condizioni. Così ci dividiamo. La Banda torna a Balaka con la trivella in cerca di una saldatrice mentre io e Agostino andiamo ad Amonisute per tentare lo sblocco del pozzo. Le proviamo tutte per agganciare qualcosa che è a 9 metri di profondità e che blocca il pozzo. Ad un certo punto ce la facciamo ma… la sonda che abbiamo buttato giù rimane incastrata! Ci siamo messi in 12(!!!) per provare a tirarla su e il risultato è stato anche qui uno… SDENG!!! La corda si rompe e la sonda cade a 32 metri. Dove rimarrà per sempre. Così come le nostre speranze di ridare vita a quel pozzo.
“Quanti pozzi farò quest’anno?” “Dipende”. SDENG!

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