10 giugno 2018

Domenica c’è chi si riposa ma Il Pozzo dei Desideri no! Sveglia più presto del solito perché prima di continuare con le altre inaugurazioni Agostino era stato chiamato per andare a riparare un pozzo costruito qualche mese fa (non da noi) al quale si era rotta un’asta per il pompaggio dell’acqua. Riparazione abbastanza semplice ma necessaria per farlo funzionare di nuovo. Queste riparazioni, fra l’altro, sono quelle che noi garantiamo a tutti i pozzi che costruiamo durante il progetto e consentono una lunga vita agli stessi. In questi anni per fortuna ne sono state necessarie solo poche.
Dopo la riparazione subito in direzione del villaggio di Ngalitche che ci aspettavano dalle 9 ma siamo arrivati un po’ in ritardo. Kamanga per la prima volta da quando lo conosco si distrae un attimo e sbaglia la strada. Kamanga… 😉
Comunque arriviamo ed è festa grande. Manca il teatro di ieri ma quello è stato un evento eccezionale. Ci sono tutti e ci sono io, dispensatore di docce. Il capo villaggio e la donna più anziana del villaggio: erano queste le mie prede di oggi. Catturate!
Non manca nulla: c’è allegria, ci sono i discorsi istituzionali e ci sono i regali. Anche questa volta noi sommersi di cibo e loro riempiti di vestiti.
Nel pomeriggio ci dirigiamo a Kalimanjira e sapevamo che la festa era a rischio. Il pozzo non pesca tutta l’acqua che dovrebbe. Dopo 6-7 secchi (circa 150 litri) bisogna farlo riposare perché si riempa ancora. Abbiamo provato ad allungare il pescaggio ma niente da fare. Il motivo principale dovrebbe essere che il fissativo che abbiamo utilizzato durante gli scavi stia ostruendo la maggior parte dell’acqua. Faremo un ultimo tentativo provando con una soluzione che vada a sciogliere il fissativo. In caso negativo l’indiano dovrebbe farci un nuovo pozzo in sostituzione di questo che è a metà servizio. Ovviamente la festa è stata annullata.
La giornata finisce tornando al villaggio di Kanyumba Yaisa, inaugurato ieri, dove con una targa e un pensiero dedichiamo il pozzo a Paolo, il papà del mio amico Riccardo, mancato da poco. Un ricordo che parte dall’Italia e si ferma qui, nel cuore caldo dell’Africa.

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