3 giugno 2018

Non c’è due senza quattro!
Anche oggi una giornata fantastica cominciata all’alba e finita poco fa.
Il prossimo villaggio era già identificato e si chiama Kanyumbaaka (che significa: questa piccola casa). Un villaggio abbastanza piccolo ma che abbiamo scelto per la vicinanza di altri 3 villaggi che si trovano a pochi metri in linea d’aria. Alcune centinaia di persone potranno fra pochi giorni venire qui a prendere l’acqua! Sì, perché gli scavi sono andati avanti senza intoppi (per una volta!) e dopo quattro ore di lavori eccola lì, tanta e pulita. Ma non c’era tempo di festeggiare, l’indiano non è stato infatti di parola e ciò che ieri ha promesso oggi se l’è rimangiato. Entro domani alle 10 il camion con la trivella dovrà essere a Blantyre per passare di proprietà.
Avevamo poco tempo per provare a fare un altro pozzo. Un villaggio lo aveva chiesto diversi mesi fa e oggi siamo andati subito da loro. Un villaggio sperduto nel nulla, dal nome di Ngaliche.
Il tempo di preparare il camion e subito il primo intoppo: è finito il diesel. Non era infatti programmato di farne due in un giorno. E non c’era tempo per andare con il camion a fare il pieno, ci avremmo messo troppo.
Recuperiamo quindi un barile e io e Kamanga torniamo a Blantyre per riempirlo. Comunque un’ora di tempo in quelle strade sterrate ci vuole tutta. Quando torniamo stanno tutti dormendo sotto il camion per trovare un minimo di ombra. Ma si mettono subito al lavoro. Il terreno è perfetto, si trivella che è un piacere e in tre ore troviamo le prime gocce d’acqua! Ma non basta perché poco dopo troviamo solo fango e la macchina ha difficoltà ad andare avanti. È necessario sparare dentro il buco molta acqua per scioglierlo così io insieme a Peter prendiamo il camioncino per andare al fiume a prenderla. Peter è stanco e deve mangiare, così mentre mangia lascia a me la guida e io provo l’ebbrezza (e la difficoltà!) di guidare un camioncino fra lo sterrato del Malawi dove le buche sono alte come un bambino. Adesso capisco cosa provano i romani 🙂
Ma quando arriviamo al fiume mi chiama Agostino e mi dice che non serve più l’acqua, sono riusciti a superare lo strato di fango e il problema è risolto. Bene, quarto pozzo portato a casa! Che felicità, non solo mia ma anche delle donne del villaggio che non la finivano più di cantare e ballare. Al che che mi sono unito a loro suscitando, come sempre in questi casi, molta ilarità. E non tanto per la mia ballata da stoccafisso, quanto perché è vedere un uomo, in più bianco, ballare da queste parti!
Il lavoro ancora non è finito ma adesso abbiamo il problema di non avere la
macchina trivellatrice. C’è chi dice che ne arriverà una dal Mozambico tra qualche giorno, ma vatti a fidare. Vedremo. Io intanto ho telefonato a una suora che ho incontrato in aeroporto venendo qui, perché mi aveva detto che forse aveva una persona che poteva aiutarci. Anche qui vedremo. Tanto per i prossimi giorni abbiamo altro lavoro da fare per costruire tutti i pozzi in cemento e nel frattempo, con i tempi del Malawi, tutto si sistemerà. Ne sono sicuro. Buona notte Malawi, anche oggi grandi emozioni.

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