13 Giugno 2017

13 Giugno 2017

Sono venuto in Malawi per trovare l’acqua sotto terra e portarla in superficie. Ma se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto. Domani rovesciamo il mondo. Per tutta la giornata di oggi abbiamo ancora tentato inutilmente di estrarre la sonda ma senza nessun risultato. Mille tentativi andati a vuoto. Ogni volta un’idea nuova, una speranza, una prova e una delusione. Così per tutta la giornata. E considerate che qui ogni decisione è collegiale quindi per ogni nuova idea se ne discute per un’ora con il gran consiglio dei saggi tutto riunito e con l’orologio che batte il tempo africano… non c’è fretta. Ma c’è molto sole… Comunque il tentativo di domani lo ho già battezzato il progetto Champagne! Questa notte partirà da Lilongwe, la capitale del Malawi, un’auto cisterna con 10.000 litri di acqua che domani dovrebbe arrivare qui. Spareremo sotto terra tutta l’acqua insieme allo stesso liquido fissativo dell’altro giorno. L’idea è quella di riempire i vari spazi sotto terra e poi continuando a spingere acqua creare l’effetto tappo di spumante e liberare tutto il canale scavato sinora. Fantascienza? Boh… staremo a vedere. Se va bene alzeremo di 2 o 3 metri sul livello del mare l’intero villaggio. Se va male facciamo saltare in aria l’intero Malawi. A proposito del villaggio, abbiamo comunicato che comunque vada lì un pozzo non ci sarà e le donne erano disperate. Facce difficili da dimenticare, come in tutte le altre volte in cui è successo negli anni precedenti. Sul finire della giornata abbiamo provato ad essere ottimisti e siamo andati a vedere quale potrebbe essere il nuovo villaggio fortunato con un pozzo e lo abbiamo trovato. Oramai però non dipende più da noi. Malawi, domani voglio il botto!

 

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