11 Giugno 2017

11 Giugno 2017

Giornata in chiaro scuro. Ma mai come in queste occasioni bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno! Partenza molto presto, giusto il tempo di preparare i panini e un piccolo trolley dove mettere una parte dei vestiti che Mario, Mara e i loro amici mi avevano dato per portarli nei villaggi. Arriviamo al villaggio e tutto era già pronto, con la vasca inventata ieri sera e il fissativo per provare a tenere su il tunnel. Sappiamo già che l’acqua non basterà, abbiamo trovato un tank da 1.500 litri più 3 barili da 200 litri e dovremo quindi fare almeno altri due giri per ottenere il risultato sperato. Però intanto partiamo… dita incrociate e dopo un po’ capiamo che l’idea funziona! Il buco regge, la trivella, molto lentamente, scava e sputa dentro l’acqua. Al contempo le pareti non franano più e tutta la terra scavata viene in superficie. È un’operazione più lenta del solito ma funziona. Dopo circa un’ora con i ragazzi andiamo a riempire nuovamente i barili ma non fino a Balaka, troppa strada. Mi portano al “lago”, che è il posto che loro usano per lavare, lavarsi e innaffiare l’orto… ogni commento purtroppo è superfluo, lo vedete in foto. Con una piccola pompa riusciamo a riempire tutti i bidoni e torniamo al villaggio. Operazione che ripetiamo due volte e alla fine… ACQUAAAA!!!! Festa grande, come sempre accade quando il sogno diventa realtà. E ogni volta è come fosse la prima volta. Il “lago” rimarrà solo un ricordo! Dopo i festeggiamenti parlo con la donna più anziana del villaggio che mi dice:”Ieri quando siete arrivati ho pensato che avevo aspettato tutta la vita prima di vedere un pozzo nel mio villaggio. Quando poi siete andati via alla sera senza l’acqua ho pensato che forse sarei morta senza vedere il pozzo nel mio villaggio. Oggi spero di vivere ancora tanti anni per godermi il pozzo nel mio villaggio.” Beh, personalmente la mia giornata si è chiusa lì, dopo quel discorso. Ma erano solo le 13 e qualche ora di luce ci avanzava e quindi, dopo aver distribuito i vestiti e l’elefantino di Francesco (Jonathan, ho la foto ;)), siamo partiti alla volta del nuovo villaggio dal nome impronunciabile (domani me lo farò scrivere da Kamanga). Un villaggio sperduto, a circa 700m di altezza. Moltissima gente che ci aspettava e ci hanno accolto alla grande. Sapevamo che era difficile a quell’altezza e infatti dopo 60 metri di scavi ci siamo dovuti fermare, solo e soltanto della maledetta roccia. Neanche una goccia d’acqua. Domattina all’alba ci sposteremo di 300 metri per un nuovo tentativo. Sono meno ottimista di ieri, quel posto non promette bene. Se dovesse andare male anche il secondo buco dovremmo cercare un nuovo villaggio. Dita incrociate per tutte quelle persone! E ora a nanna, giornata molto lunga.
Buonanotte Malawi.

 

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