14 Giugno 2016

14 Giugno 2016

Avrei voluto cominciare con “E uno è fatto!” ma qui in Malawi nulla è scontato e nulla è programmabile. Dopo una sveglia alle 7, con Agostino e Kamamba siamo andati subito al villaggio di Majawa dove la trivella ci aspettava per iniziare i lavori. Giusto il tempo di fare “un giro” per il villaggio e rendersi conto della reale necessità del pozzo. Attualmente le 55 famiglie che vi abitano hanno due alternative per procurarsi l’acqua: farsi circa 2,5 km a piedi per una strada che anche con la jeep da fastidio tanti sono i saliscendi oppure a circa 800m c’è un fiume dall’acqua inguardabile (v. foto). Tipicamente scelgono la seconda… La trivella si è messa subito all’opera e, dopo circa tre ore di scavi, sembrava che la fortuna ci strizzasse l’occhio: terreno tenero, quasi subito sabbioso e bagnato. In Malawi questo significa una cosa sola: Masi, ovvero acqua!
Neanche il tempo di essere felici che subito i problemi sono arrivati, nell’ordine: roccia. Ferma tutto, cambia punta e ricomincia. Un’ora persa.
Rotta la roccia abbiamo trovato l’acqua, evvai! Abbiamo quindi cominciato a calare i tubi così come avevamo già fatto l’anno scorso ma dopo poco…crolla tutto! Ho scoperto che il terreno tenero ha questo piccolo effetto collaterale… La parte iniziale del buco, la parte più profonda, è collassata.
Abbiamo quindi dovuto ritirare su i tubi, che nel frattempo avevamo incollato, segandoli. Era poi necessario aprire il buco con una sonda più grande ma oramai si era fatto buio e non c’era più tempo. Abbiamo preso la sonda è cercato un saldatore che “aggiungesse” dei tondini alla punta per allargarla. Non fa tempo a cominciare a saldare che, come spesso capita qui, va via la corrente in tutto il paese. Un giorno sì e un giorno no. Oggi era il giorno sì. Nulla, oggi giornata sfigata, domani andrà meglio per forza, eccezion fatta per la sveglia alle 6 per andare dal saldatore…. buona notte!

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